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TI RI-CONOSCO MASCHERINA!

In questo periodo di volti “mascherati”, riconoscere le persone che incontriamo può non essere così semplice. Ed ecco che il nostro cervello antico (o rettile), è chiamato a superare una nuova difficoltà, dovendo re-imparare a riconoscere il viso e le emozioni delle persone.

Il cervello antico è quella parte del nostro cervello che per prima interviene nell’interpretazione di stimoli esterni e si occupa dei “compiti automatici”, come respirare o battere le palpebre ed è in grado di farci reagire prendendo decisioni in frazioni di secondo.

Ma come funziona il meccanismo neurale che ci permette di riconoscere un volto e le sue emozioni ?
La risposta arriva dal campo delle neuroscienze, dove un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology, guidati da Doris Tsao, hanno scoperto come funziona il “codice” che è alla base del riconoscimento dei volti. Grazie alla tecnica di risonanza magnetica funzionale hanno individuato sei gruppi di neuroni nella corteccia temporale inferiore, battezzati “face patch”, espressamente dedicati a questo compito. Ulteriori studi hanno dimostrato che queste aree sono popolate da specifiche cellule nervose che si attivano in modo molto più intenso alla vista di un volto piuttosto che alla vista di altri oggetti.

Conoscere i meccanismi del cervello umano è indispensabile per valutare come veicolare un messaggio che inneschi la reazione desiderata. Per questo le neuroscienze sono alla base del neuromarketing e delle sue applicazioni.

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